ME, MYSELF & I !

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Chi?: Coniglietto Mannaro
Dove?: Udine, Italy
MSN: m.mase@libero.it
Sono: Estremamente curioso, pericolosamente instabile, assolutamente egocentrico, tendenzialmente lunatico, particolarmente impulsivo, facilmente esaltabile, incredibilmente volubile ... insomma: un casino.
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ABITANTI DELLA TANA

Chi?: Barboncino Epilettico
Dove?: Udine, IT
Sono: Non sono esattamente una persona, piuttosto un prolungamento di un'entità ben più potente, ovvero: i miei capelli.
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Chi?: Trampoliere Ubriaco
Dove?: Este, Padova, IT
Sono: Un pò biologa, un pò alcolizzata, decisamente instabile (in tutti i sensi). Vorrebbe studiare gli animali, ma il mondo si ostina a non permetterglielo!

NELLA STALLA

Chi?: Stupida Vacca
Dove?: Non si sa, è supersegreto!
Sono: La nostra opinionista, minorata e di minoranza, probabilmente sessualmente repressa. Si è stabilita nella stalla e non se ne vuole andare. Vabbè puzza un pò, ma in fondo è simpatica.

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American history X

postato da Coniglietto Mannaro alle 3:47 AM di mercoledì, ottobre 01, 2008
Colonna sonora: Kid Rock - All summer long (non perchè sia bella, più che altro perchè la sento almeno cinque o sei volte al giorno da troppo troppo tempo ...)

E' passato più di un mese dalla mia dipartita dalle terre italiche grazie ad uno spettacolare volo Ronchi-Monaco-Chicago-Akron sul quale ho potuto, non solo vedere Kung Fu Panda in anteprima, ma anche spaparanzarmi in tutta comodità su ben due sedili mentre tutti gli altri passeggieri della mia sezione del 747 erano belli compressi e accatastati l'uno sull'altro, ha ha, che gusto. Dopo il terribile Hotel Euro di Brescia (nel quale ho passato un numero notevole di notti nelle più svariate occasioni), sono rimasto davvero stupito dalle camere di questo albergo: complete di divano, cucina intera con frigo e forno a micronde (!), un tavolo, cassettiere e armadi a profusione, connessione wi-fi gratuita nonchè piscina e ben due tapis roulant per correre nella "saletta fitness". Wow, sono un bambino felice, mi stavo abituando a stanzette di due metri quadri dove riuscivi appena a piazzare la valigia, letti singoli e strane forme di vita nella doccia, qui invece ho praticamente un appartamento intero! Ottimo inizio, davvero. Il giorno dopo arrivo in cantiere, la maggior parte del nostro team lo conosco già, in più c'è qualche faccia nuova con cui fare amicizia. Sempre meglio? Beh più o meno. L'idillio viene rovinato da un branco delle peggiori forme di vita che abbiano mai calpestato suolo terrestre: il team tedesco. Questa squadra di personaggi sembra uscita dritta dritta dalla peggiore prigione londinese del 700, brutti, sporchi e maledettamente sgradevoli. Inutile dire che, alla prima occhiata, mi stanno già in culo. Più tardi scoprirò che sono stato fin troppo benevolo nella mia prima impressione, la realtà si rivelerà molto peggiore... La stronzaggine teutonica è però controbilanciata dagli americani. Amo gli americani, tutti, incondizionatamente, persino quello stronzo di Bush mi sta un pò più simpatico da quando sono qui (quindi siamo più o meno al livello di Berlusconi ora). Sono dei cazzari unici, pigri, divertentissimi, casinari, sempre con la battuta pronta. Mangiano continuamente, vivono (e si riproducono) solo in ambienti altamente climatizzati, necessitano di tonnellate di ghiaccio nel bicchiere per bere qualsiasi liquido che non sia caffè, hanno sempre in mano una ciambella, un panino, un maritozzo o un qualsiasi genere alimentare; che stiano guidando, parlando o lavorando poco importa. Sono incredibilmente collaborativi e comunicativi, si rispettano l'uno con l'altro, lavorano in team come non ho mai visto fare prima d'ora e sono incredibilmente aperti e propositivi. In più mi fanno sempre ridere come un beota e mi trattano benissimo. Li adoro. La vita di questi simpatici individui è regolata da ciò che ho battezzato "il principio della minima fatica". Vi illustro qualche esempio: le auto hanno il cambio automatico perchè è faticoso cambiare le marcie, la gente usa quattro monitor affiancati perchè cliccare con il mouse per navigare tra le finestre di Windows è faticoso, i telefonini hanno la tastiera completa per scrivere gli sms perchè usare il T9 è faticoso! Si potrebbe andare avanti all'infinito credetemi, il livello di scazzo degli americani rasenta l'incredibile, eppure per molte cose sono ben più sgamati di noi. Veniamo alla mia sopravvivenza in territorio straniero. La mia alimentazione qui è quasi interamente basata sulla mucca. Mangio mucca in diverse modalità, ma bene o male, sempre mucca è. Ogni tanto mangio anche del pesce, ma questo non vuol dire che ciò esuli dal mangiare lo stesso mucca, in quanto qui non si fanno alcun problema a piazzare i gamberetti sopra la bistecca (???). Il caffè è una specie di brodaglia lunghissima che ti servono in un bicchiere da Pepsi, alcuni lo bevono con la cannuccia, d'altra parte è faticoso portare il bicchiere alle labbra e ciò rispetta in pieno il principio esposto in precedenza. Altro animale che viene sterminato in quantità industriali è il pollo. In realtà ciò che interessa dello sfigato pennuto sono solo le alette. Gli americani mangiano solo le alette del pollo e ne mangiano a secchiate, letteralmente. Una porzione media contiene venti alette, vi immaginate l'eccidio aviario in un tavolo di dieci persone? Terribile. Non mi stupirei se allevassero dei polli transgenici con dieci paia d'ali ciascuno, ah e senza ossa nelle ali dato che sono disponibili anche in modalità "boneless", probabilmente sono disponibili anche in modalità "con gamberetti" dato che questi sono un pò come il prezzemolo da noi, li trovi ovunque...

Fine della prima parte. Nel prossimo episodio vi parlerò di loro: i fantomatici componenti del team tedesco, mi raccomando non cambiate canale!!!




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Rockin' in Syria!

postato da Coniglietto Mannaro alle 7:25 PM di lunedì, marzo 10, 2008
E così, tra una cosa e l'altra, sono finito anche in Siria. Ci sono finito proprio tra una cosa e l'altra, non che ci fosse questa particolare premeditazione. In questo lavoro c'è una scacchiera grande come il mondo e delle pedine (poche a dire il vero) che vengono spostate qua e la a seconda delle necessità. Sono arrivato in Siria con un improbabile volo Klagenfurt-Vienna-Damasco seguito da 4 ore di taxi per raggiungere Lattakia, un totale di 16 ore di viaggio. La cosa spassosa è che non mi hanno mica portato in albergo, no, diretto in cantiere alle nove di sera! Mi sono rifiutato di aprire anche solo la borsa del PC e allora, a malincuore, mi hanno portato al Meridien. Ah il Meridien, parliamone. E' sicuramente il miglior albergo di Lattakia, ma questo non è un gran primato a dire il vero. Sette piani gremiti di personale assolutamente inutile. Ti servono il caffè, ti portano la brioche, fanno insomma tutte quelle cose che potresti (e preferiresti) fare da solo, in compenso non riesci a trovare una connessione internet, mandare fax è un'impresa e sono totalmente inefficienti persino a cambiarti i soldi. Sembra uno di quei vecchi alberghi in cui ci sono dieci facchini, venti camerieri nel ristorante, quattro barman, sei persone alla reception e così via. Questo fatto, all'apparenza marginale, riassume una caratteristica che incontro spesso in questo paese, in ogni luogo di lavoro ci sono troppe persone e, la maggior parte di esse, è del tutto inutile. Il cantiere non fa eccezione. Non ho mai visto così tanto personale, specialmente in un impianto come questo che, rispetto a quello di Brescia, sembra il laminatoio dei puffi. Per ogni cosa che fai, anche la più stupida, hai un codazzo di venti persone che ti segue, ti tengono il tester, ti passano il cacciavite, ti reggono i disegni e, in generale, rompono le palle. Io ne ho uno fisso che si siede accanto a me mentre programmo e tiene gli occhi piantati sul mio schermo! Non avete idea di quanto mi dia fastidio questa cosa. Capissero almeno un milionesimo di ciò che vedono! In più, oltre a non capire un cazzo, mettono le mani ovunque in nostra assenza, cambiano parametri, toccano i quadri, modificano il programma, poi ovviamente non funziona niente, e quindi ti chiamano piagnucolando. Tu vai li, la prima cosa che chiedi è se hanno modificato qualcosa, la risposta ovviamente è: "No mister, assolutamente no, non oseremmo!" e immancabilmente dopo due ore in cui diventi scemo a cercare qua e la, scopri che qualcosa l'hanno cambiato davvero. Pretendi di sapere chi è stato e vai a sbattere contro un'omertà che i palermitani non sono nulla a confronto. Roba da matti, non solo devi combattere contro i milioni di problemi che si presentano in un impiato, ma pure con questa manica di personaggi che ti sabotano dall'interno! Qui siamo stati costretti a mettere tutto sotto chiave, password ovunque, lucchetti sulle porte, abbiamo dovuto costruire nuove porte solo per poterci mettere i lucchetti. Una tragedia, mai visto un posto così.
Tra i vari personaggi che ci gravitano intorno abbiamo i mitici driver, coloro i quali dovrebbero pilotare le macchine che ci portano al lavoro e all'albergo. Lo stile di guida di questi uomini, e in generale di tutti i siriani, è qualcosa di incredibile. Si può sorpassare ovunque, destra, sinistra sopra o sotto, il clacson viene usato continuamente, in pratica è come se fosse sempre premuto e ha lo scopo di segnalare al veicolo davanti dove sia quello dietro visto che quest'ultimo potrebbe tentare il sorpasso da qualsiasi direzione! Ovviamente quando i veicoli sono un ventina vi lascio immaginare il marasma. I semafori ci sono, ma sono visti più come "suggerimenti" che come regolatori del traffico. Tra l'altro ai semafori questa gente ha un'abitudine spassosissima. I veicoli nelle prime file non sostano sulla riga in attesa del verde (le rare volte in cui lo attendono), ma vanno molto più avanti, praticamente in mezzo all'incrocio. Naturalmente da lì non riescono a vedere il colore del semaforo e quindi, al verde, partono perchè quelli dietro fanno un casino incredibile con i clacson. Roba da matti.
Tutte le macchine, i furgoni, i trattori e qualsiasi altro veicolo ha immancabilmente la foto del presidente attaccata sopra, foto che, tra l'altro, si trova anche affissa su più o meno qualsiasi costruzione. Ci sono auto che rinunciano completamente al lunotto posteriore perchè quest'ultimo è del tutto coperto dalla foto del presidente in posa tamarra con gli occhiali da sole. Mi sono immaginato quella di Napolitano appiccicata sulla Yaris ed ho avuto un momento di puro terrore.
Il mangiare non è male ed inoltre sono tolleranti sull'alcool quindi per la birra non c'è problema (fiuuu), ma se continuano a portarmi pollo fritto e patatine ad ogni pausa pranzo non arrivo a Pasqua. Forse però prima di lanciarmi in lodi verso il cibo dovrei riflettere sul fatto che non ho ancora visto nè un cane nè un gatto sulle strade o nei cortili delle abitazioni. La cosa mi inquieta assai ad essere sincero.
Per il resto che dire? Al mio arrivo faceva freddo come in Italia, ora qui è già primavera, si gira in maglietta di giorno e c'è sempre il sole. Spero di tornare presto, ma come al solito finchè non ho le chiappe sull'aereo di ciò non vè certezza. Dovevo partire il sette marzo, che poi è stato spostato al dieci, ma non ho ancora il biglietto, quindi direi che anche il dieci verrà ulteriormente posticipato. Pazienza coniglietto, tanta pazienza, te ne verrà reso merito nel regno dei cieli ...


Epilogo: alla fine a casa ci sono tornato davvero Lunedi, anzi più che altro ci sto tornando dato che sto scrivendo dall'aeroporto di Vienna. Gli austriaci hanno le reti wireless GRATUITE negli aeroporti, noi in italia non abbiamo una cippa. Meditiamo su ciò.


Etichette: en voyage

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Bagliori insoliti

postato da Coniglietto Mannaro alle 11:47 PM di domenica, gennaio 13, 2008
Visto che non scrivo mai una fava, che la mia media è di più o meno un post al mese e che stasera non ho un cazzo da fare, scriverò un casino di roba, vedete di non fare gli ingordi e di farvela durare.

Iniziamo dalle cose frivole.

Sono tornato a Brescia, nel caldo del mio piccolo alberghetto da profugo e nel freddo del mio cantiere nebbioso. Questa volta però ci sono delle novità enormi, anzi direi trascendentali! Ho cambiato camera e in quella nuova non ho più il lichene nella doccia, il che è consolante sulle condizioni d'igene decisamente in ascesa, ma forse un pò triste; mi sento di aver perso un amico. Ora sto al primo piano anzichè al secondo, per cui la rete wireless si prende bene anche stando comodamente sdraiati sul letto, non ho più bisogno di effettuare virtuosismi esagerati sulla tazza del cesso per prendere l'ultima maledetta tacca di segnale di rete, mi sento quasi un signore ad usufruire liberamente di tali e tanti lussi. La colazione ha subito una new entry d'eccezzione, le incredibili brioche al cioccolato della simpatia. Queste ultime hanno soppiantato le brioche alla crema con zucchero a velo, probabilmente in seguito ad una lotta intestina all'armadietto avvenuta durante le vacanze di natale. Le brioche al cioccolato meritano il loro appellativo "della simpatia" perchè il pasticciere (beh forse questa è una parola grossa) che le ha confezionate, si è bellamente dimenticato di iniettarci dentro il cioccolato, statisticamente una brioche su tre è simpatica, meno simpatica la bestemmia conseguente rivolta al "pasticciere" grazie a CEPU. Una cosa spassosa (più o meno come un calcio nelle gengive) è che per qualche strano allineamento astrale, tutti i posti in cui andiamo a mangiare di solito in questo periodo sono in ferie. In particolare il mitico agriturismo "Il Castignolo" (spesso additato come unico fattore positivo di questo cantiere), dove grazie a leccaculismi e arruffianamenti vari, riuscivo sempre a scamuffare un dessert o un sorbetto gratis. Il cantiere non è cambiato granchè, l'unica differenza è che adesso ho circa il triplo di roba da seguire rispetto a prima, dato che visto che il lavoro è aumentato drasticamente, in azienda hanno pensato bene di togliere tre persone dalla squadra di dicembre, altrimenti poi diventa facile, che gusto c'è? Diciamo che su 8 PLC che abbiamo sull'impianto ne seguo 6. Se ignorate cosa sia un PLC sappiate solo che è una cosetta che costa tantissimo e ha delle lucine. Lucine verdi vuol dire bene, lucine rosse vuol dire male. Lo so che è un pò rduttiva come descrizione, ma se l'avete capita siete già molto più avanti di un meccanico, gioitene! Oh l'altro giorno stavo giocando con il termoprocessing che, in breve, è un grosso cassone dove delle pompe sparano dell'acqua ad alta pressione. Alta si, ma magari i 19 Bar ai quali l'ho sparata io me li potevo anche risparmiare. In compenso ho fatto il più grosso gavettone della storia! Che soddisfazione, ho preso persino il tetto del capannone con il mio geyser. E' per fare danni del genere che ho scelto questo lavoro, cosa credete?

Continuiamo con degli interrogativi assolutamente inutili.

Perchè da quasi tre settimane la mia sete di musica sembra essere appagata da un disco solo? Per la cronaca il disco è "Our Earthly Pleasures" dei Maximo Park. Ormai lo ascolto quasi di continuo, senza contare che "Sandblasted and Set Free" mi porta quasi alle lacrime, un pò per la canzone e un pò per altri motivi.

E perchè non aggiungere anche delle pare esistenziali?

A Giugno del 2007 ho iniziato a girare il mondo. Da Giugno del 2007 avrò fatto poco più di un mese e mezzo a casa. Ciò ha degli aspetti molto positivi e altri assai negativi. La mattina del sette gennaio 2008 la mia valigia pesava almeno una decina di tonnellate, un pò perchè dovevo tornare qui a Brescia (e la prospettiva non era di certo allettante) e soprattutto perchè, per la prima volta, avevo davvero delle valide ragioni che mi trattenevano a casa. Ho come l'impressione che ciò che faccio al momento sia "a perdere", nel senso che non è votato alla costruzione di qualcosa di concreto nella mia vita. Il guadagno e l'esperienza sono importanti, ma ben poco "tangibili" se paragonati ad una casa, a dei legami. Parto per qualche destinazione, ci rimango per N mesi, sto a casa una settimana, due se va proprio di culo, e poi riparto per qualche altro posto. Le prospettive, da questo punto di vista, non sono certo confortanti. E' così ora e sarà così per molto tempo dato che il carico di lavoro a causa dei nuovi impianti è destinato ad aumentare. Se poi capiti in un posto in cui, per varie ragioni, non ti trovi bene è immediato chiedersi se ne valga davvero la pena. Il lavoro però mi piace, passo settimane e settimane a tirare bestemmie in diverse lingue e dialetti, ma poi arriva sempre un momento in cui la soddisfazione per il risultato prende il sopravvento. Due mesi a sputar sangue per un istante. Ne vale la pena? Si, ora si, ma il prossimo impianto avrò ancora il cuore in gola alla prima billetta? Senza contare che ho dovuto rinunciare ad attività che amo alla follia, come l'arrampicata sportiva, la bici o lo snowboard. La cronica mancanza di tempo e la distanza si sono fagocitate tutto. L'ottimo sarebbe stare via una o due settimane al mese per avere un bilancio perfetto, ma siamo ben lontani da questa utopia. Paranoie, paranoie, paranoie.

Solo due parole per te: mi manchi da morire.

(Si lo so che sono quattro ... ^._.^ )






Etichette: en voyage, ironia portami via, seghe mentali

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Oh beh senti!

postato da Coniglietto Mannaro alle 12:36 PM di sabato, dicembre 01, 2007
Ma in che posto sono finito? Malissimo, bruttissimo, pessimissimo; sto cantiere butta molto male. Quale cantiere? Facciamo un passo indietro. Dopo le avventure Greche e il ritorno in patria con quintali di onore e gloria mi sono fatto un pò di giorni di ferie e poi sono stato indirizzato ad un nuovo cantiere sito nei pressi di "Ospitaletto", paesello nell'hinterland Bresciano. Esotico vero? Urca, di brutto proprio. Il primo impatto è stato devastante assai, perchè il cantiere è immenso (sto 10 minuto a piedi per arrivare da un estremo all'altro) e c'è tanta di quella roba da fare andare che sto già male al solo pensiero. In più, praticamente, è come lavorare all'aperto dato che il tetto c'è, come le pareti del resto, ma queste partono dal tetto per fermarsi a tre metri da terra. Dunque dal pavimento fino ad un altezza di circa tre metri non ci sono i muri! Ma avete finito i soldi cazzo, dobbiamo fare una colletta? La cosa spassosa (per modo di dire) è che se c'è nebbia questa riesce ad entrare sull'impianto e non si vede una fava! Il vero punto forte del mio pessisimismo cronico è però il nostro hotel. Qualche dettaglio per rendervi conto del posto:
- Si chiama "Hotel Euro", probabilmente perchè 1 euro a notte sarebbe il prezzo onesto per quelle camere.
- Sto cercando di fare amicizia con la forma di vita a metà strada tra un muschio ed un lichene che dimora stabilmente nella mia doccia. Dato che sarà li da almeno una ventina d'anni, ne ha viste di cotte e di crude e quindi ha sempre qualcosa da raccontare.
- Il fatto che il mio vicino di camera tiri o meno lo sciaccquone del cesso ha un influsso determinante sulla temperatura dell'acqua della mia doccia. Spero solo che l'acqua non sia la stessa, ma non mi stupirei troppo del contrario.
- Il letto è singolo ed è microscopico. Non sono un gigante, ma sono alto 1.83 e non ci sto, zio orsetto.
- Nell'albergo c'è una rete wireless gratuita, ma dalla mia camera al secondo piano prendo solo una tacca di segnale e solo ed esclusivemente se sono seduto sul cesso!
- A colazione prendo una brioche e la metto sul piattino, per distrazione inclino il piattino e mi cade sul bancone. Che rumore può fare una brioche fresca che cade da mezzo metro d'altezza sul bancone? Beh la mia ha fatto "STUNK" vedete un pò voi...
- Il succo di frutta. No, parliamone. Credo che venga fatto così: si prendono 6 litri d'acqua e vi si diluisce si e no mezzo litro di succo di arancia rossa, poi si inserisce tutto nell'apposito distributore.
- I cuochi del ristorante della sera sono tutti egiziani. Non ho nulla contro gli egiziani, ma cazzo lavatevi perchè il vostro passaggio altera il microclima della stanza.

Tra i punti positivi di questa trasferta c'è il fatto che l'impianto ha una varietà di macchine notevole e quindi dal punto di vista professionale può decisamente farmi fare dei passi avanti. Anzi DEVO fare dei passi avanti perchè lunedi inizio ad occuparmi di una macchina che non ho mai visto, non ho alba di come funzioni e non ho nemmeno tutto il software, I'm so happy, I'm so happy. In più c'è il fatto che siamo uno squadrone (della morte) di 15 persone, di conseguenza a pranzo e a cena si fa sempre un gran casino. Giovedì sera abbiamo fatto un festino bueo a casa del supervisore elettrico con tonnellate di carne per la fondue ed ettolitri di vino rosso. La serata è poi degenerata con noi ubriachi marci che facevamo karaoke con un bicchiere di rosso in una mano e uno di limoncello nell'altra. Insomma dai, forse non è poi così male.

Se sopravvivi.



Etichette: en voyage, vita vissuta (male)

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Ellenic Adventures

postato da Coniglietto Mannaro alle 9:47 PM di mercoledì, settembre 26, 2007
Quarto giorno dallo sbarco di Bunny in terra ellenica. Visto che tanto siamo fermi perchè qua sono leeeeeeeeeeenti ma leeeeeeeeenti che di più non si può, approfitto per scrivere qualche riga.
Ho visto Atene dall'aereo, davvero incredibile, è semplicemente ... immensa! Fa veramente impressione vista dal cielo. Peccato non aver potuto fare un salto in città, ma l'aeroporto in cui siamo atterratti era piuttosto fuori e ci aspettava un tassista (che teneva un cartello con il mio nome scritto sopra, sono una celebrità! ^__^) che aveva una fretta indiavolata di arrivare a Volos. Sto tizio aveva un mercedes vecchio di quelli tipo "zingaro" con tanto di zerbino sul lunotto posteriore, sedili in pelle blu (sfondati) e drappeggi vari. Le nostre valige non stavano nel bagagliaio ma lui non ha fatto una piega, ha legato il portellone con una corda e via con metà valigie fuori al vento, olè. Correva da far paura e, data la scarsissima sicurezza del veicolo, devo dire di essermi cagato sotto di brutto, specialmente nei sorpassi a 150 km/h su statale stretta con macchine su entrambe le corsie, oppure a manetta a destra nella corsia di sicurezza: fuori di testa.
L'albergo è carino ed è sul mare, ma io che sono sfigato mi sono beccato la camera sull'altra facciata, quella che da sulla parabolica del tizio che abita di fronte, ma anche sulla scuola di ballo con tante belle donzelle saltellanti. La camera ha una terrazza, ma sono incazzato come una biscia perchè quella di Valter ha l'erba finta e la mia no! Maledetti! Il bagno non mi piace, ma ciò è compensato dall'ottimo servizio del posto e da una connessione veloce che finalmente funziona, anche se costa un occhio.
Il cantiere è un posto incredibile, sembra uscito da un incubo post-industriale. Devo postare qualche foto perchè merita. Sembra stia in piedi con lo scotch sto posto, tutto è sporchissimo e fraido, sicurezza zero con gli operai che girano senza casco (!) oppure in scarpe da ginnastica (!!). In compenso la gente è simpaticissima, molto amichevole e se la cava con l'inglese, quindi sono più che contento. Il padrone è una delle persone più mansuete che abbia mai visto, è un pò anziano e ha degli occhi piagnuccolanti tipo bambi che mi fanno tenerezza, mi fa quasi pena quando gli dico che in tre giorni non abbiamo praticamente fatto un cazzo!
La città è abbastanza strana, mi sembra che gli abitanti di qua non abbiano un gran senso estetico e buttino su i palazzi e i negozi un pò a caso, senza uno stile preciso, come capita insomma.. La spiaggia è a due passi dall'hotel ma ormai fa troppo freddo per poter nuotare. In compenso una sera sono stato a correre sul lungomare ed è stata una gran figata. Qui è pieno di cani randagi che girano da tutte le parti, ce ne sono anche in giro per l'impianto, l'altro giorno ero sotto la placca e ne ho trovato uno li che dormiva! Il cibo non è male, oltre ai ristoranti convenzionali dove ordini da un menù, ci sono dei posti in cui ti siedi e ordini una specie di alcolico all'anice che ti viene servito in delle micro bottigliette e, insieme a questo, ti portano da mangiare. Il bello è che ti portano quello che gli pare, tu non hai voce in capitolo! Tutto ruota intorno a queste bottigliette. Se vuoi mangiare ancora ordini altre bottigliette. E' troppo fuori sta cosa perchè l'alcolico fa 42%! Infatti di solito viene diluito in acqua, solo che al quarto giro sei comunque bello allegro, al quinto sei abbastanza ciucco e al sesto dormi accasciato al tavolo.
Tutto sommato si sta davvero bene, non ci manca nulla e il cliente paga per tutto quindi mettiamo in tasca anche qualche soldino in più. Danni non ne ho ancora causati (capirai non abbiamo fatto quasi nulla), ma sicuramente ci sarà tempo per quello ^__^.

Per ora mi fermo qui.
New stuff coming soon!
Hugs
Bunny


Etichette: en voyage

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España Va muy Bien

postato da Coniglietto Mannaro alle 8:15 PM di sabato, luglio 14, 2007
Alla fine la trasferta spagnola è stata assai devastante, specialmente nel fisico. Almeno 10 ore al giono a lavorare in cantiere si sentono, altrochè se si sentono. A parte questo è stata davvero utilissima e posso dire di essere stato in giro con gente simpatica e di essermi pure divertito. Olè! Oltre ad avero lavorato un bel pò e dormito molto poco, ho pure mangiato come un maiale e 10 giorni di carne alla griglia e fritto hanno lasciato il segno sul mio stomaco, per fortuna decisamente di meno sulla panzotta. Al fegato ci ha pensato la birra spagnola (¿dónde está mi cerveza?) che non è certo macata. D'altra parteè così, tirando un pò le somme ecco un utilissssssimo elenco riassuntivo:

Good things:
- Il clima a Zaragoza era davvero ottimo, fresco la mattina e la sera, con un bel venticello (bhe a volte anche un pò più che venticello) che ci accompagnava tutta la giornata. Mai piovuto tra l'altro.
- Se vi piacciono carne alla griglia, salumi, fritto e formaggio è il vostro posto!
- La mitica toyota Yaris che avevo a noleggio. Mi è piaciuta così tanto che ho deciso di comprarmene una e mandare in pensione il carroarmato (nota: ricordati di fare un post commemorativo sul carroarmato).
- Zaragoza è molto bella, specialmente di sera, ha degli scorci scorci splendidi, forse ho qualche foto (bruttina perchè fatta con il cell) sul portatile, posterò un dì a venire.
- Matteo e Stefano sono dei cazzoni ma sono simpatici devo dire che mi sono divertito.
- L'impianto era ben più pulito di quanto pensassi (anche perchè non era ancora in produzione). Inoltre i distributori automatici avevano il latte al cioccolato, una cosa molto simile al "Fratino" per chi si ricorda. In un giono ne ho bevuti otto. Ero drogato di quella roba.
- Il cartone animato con gli insetti che ogni tanto mi guardavo mentre facevo colazione era spassosissimo. Ok non capivo un cazzo perchè era in spagnolo, ma mi bastavano le faccine dei personaggi per ridere come un beota e sputacchiare in giro la brioche. Ero sempre a tavola da solo la mattina, non ho mai capito il perchè ...

Bad things:
- Holiday Inn Express. Evitatelo. Le camere non sono male ma i servizi sono una merda. Ah e non pretendete di potervi collegare ad internet, pura utopia.
- In Spagna se non parli spagnolo fai girare i coglioni alla gente. Al ristorante anzichè essere un pochino pazienti si irritano e si infastidiscono. In compenso non sanno dire tre parole in inglese. Persino alla reception dell'Hotel qualche impiegata aveva problemi. Ci sono rimasto male, a dire il vero.
- La polizia stradale. Dei cecchini. Girano su auto senza contrassegni con il radar. Noi ci siamo presi 150 euro di multa (scontati poi a 105) perchè andavamo a 66 dove c'era il limite di 50. Ah e le multe si pagano cash, sul posto. Il limiti di velocità sono come i nostri, con lo stesso identico cartello intendo, ma sotto hanno un placchetta con scritto "RECUERDE" a mò di monito per i trasgressori. Quel "RECUERDE" è diventato un tormentone tra noi...
- Al ritorno ho pagato più soldi di sovrappeso sul bagaglio che per il biglietto. All'andata avevo fatto un super scamuffo con il tapis roulant della bilancia al check in e il bagaglio risultava ok, al ritorno non mi è riuscito porca pupazza. Ah e le hostess della ryanair non sono per niente carine. Uffa.

Mi fermo qua, anche se ci sarebbe molto altro da raccontare. Devo ammettere che andare in giro per il mondo per lavoro non è davvero male. Scendere dall'aereo, prendere la mia macchinina e iniziare a guidare per le strade di un paese mai visto prima mi ha dato delle belle soddisfazioni. Tra un mese partenza per la Grecia, ma non è detto che non si torni a fare un salto a Zaragoza prima. Recuerde ...

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On the road (parte 3)

postato da Coniglietto Mannaro alle 5:42 PM di domenica, gennaio 28, 2007
Terza puntata del racconto di easy rider, ora si inizia a fare sul serio.

Padova – Roma solo andata (per il momento).

Seconda tappa: Este (Padova) - Bologna

La ditta che doveva portare l'Honda Lead a Roma non accetta prenotazioni fino a metà gennaio. In più il costo è superiore al previsto. In più girano voci in Internet di moto rovinate durante il trasporto. Chiedo altri preventivi ad altre ditte, è sempre peggio. Provare con il trasporto in treno? Dovrei portare lo scooter da Este a Bolzano, trecento chilometri di montagna. Allora a questo punto arriva la genialata: lo porto a Roma io, in sella. Ma è l'8 dicembre. Però fa ancora abbastanza caldo. Una settimana di riflessione, doverosa. Secondo me si può fare. Anche se non ho il 46 sul casco, sono pronto a tutto: e poi è l'occasione perfetta per imparare a guidare.
Tornato a Este dopo una dura settimana di lavoro, mi dedico a un pasto leggero a base di panini al salame e maionese, noto con soddisfazione che alle 2 del pomeriggio il sole è alto e poco ovattato dalla nebbia. Indosso il mio abbigliamento tecnico da motociclista, che consiste in calzamaglia di lana grossa, calzerotti da montagna, jeans e anfibi, maglietta a maniche corte + lupetto di lana + maglione ricavato scuoiando una pecora, sciarpone tattico e giacca, guanti. Immancabile casco anni '80.
Avviso la mia amata Zavorrina che arriverò a Bologna verso le 18 (quattro ore mi sembra un tempo più che ragionevole) e mi metto in marcia sulla statale. Troppo traffico, decido di sfruttare la mia perfetta conoscenza del territorio e mi tuffo in una strada secondaria: Este – Deserto – Solesino - Stanghella - Rovigo. Da lì statale per Ferrara, poi statale per Bologna. Un gioco da ragazzi.
La mia eccessiva sicurezza mi gioca un brutto scherzo e a Deserto non so come sbaglio strada, finisco a Villa Estense, cerco di correggere la rotta ma incontro dei paesi che non ho mai sentito nominare e forse nemmeno esistono. Sono ormai le 15 e sono ancora a dieci chilometri da casa, in mezzo ai campi. Mi rassegno e seguo le deviazioni per Monselice. All'ultimo minuto trovo Solesino. Merda. Se mi perdo così all'inizio, figuriamoci che succederà dopo. Quando finalmente imbocco la statale per Rovigo, comincia già a fare buio.
Mi fermo al centro commerciale La Fattoria per comprare un casco per la mia Zavorrina e una catena per l'Honda, perdo un sacco di tempo e non trovo niente, quando esco all'aperto sono incazzato come una iena e il sole sta per tramontare. Via di nuovo sulle tristi statali della bassa.
A Ferrara mi perdo in un labirinto di rotonde e indicazioni contraddittorie, rifaccio la stessa strada un paio di volte, alla fine becco la via di Bologna. Ormai il sole se n'è andato e il freddo mi entra nelle ossa, scivola da sotto la sciarpa e dalle maniche del giubbotto, non capisco se è l'Honda che vibra o io che tremo come una foglia. Capisco che non mi devo fermare, poi il freddo mi impedirebbe di proseguire, o adesso o mai più, non c'è scelta.
Piccola sosta solo alle porte di Bologna, quando sono così freddo che ho paura di essere morto e mi scappa la pipì da morire. Medito un secondo se farmela addosso e scaldarmi così, poi opto per un tradizionale caffè corretto al bar. Noto che i due vecchietti bolognesi mi guardano con rispetto, non hanno visto lo scooter fuori e mi devono aver scambiato per un centauro professionista che non teme l'inverno. Il mio casco fa la sua figura.
Una volta entrato finalmente a Bologna mi rendo conto di una figata: in città gli scooter fanno quello che gli pare, evitano le code, non hanno limitazioni di ZTL e corsie preferenziali, non temono nessuno. Faccio in 5 minuti la strada che con la macchina mi richiedeva 2 ore di porchi e nervosismi, parcheggio in via Marconi, proprio sotto casa.
La seconda tappa si è conclusa, ho percorso 120 km + deviazioni per colpa di Solesino. Per fortuna una doccia calda mi salva dalla cancrena agli arti inferiori.


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On the road (parte 2)

postato da Coniglietto Mannaro alle 11:11 AM di sabato, gennaio 06, 2007
Ecco la seconda puntata del racconto di Easy Rider. Finalmente il nostro fantastico mostro a due ruote si trova a mordere un pò d'asfalto, ma vedrete che, prima della fine della storia, farà indigestione ...

Padova – Roma solo andata (per il momento).

Prima tappa: Padova - Este

Il mio mitico Ciao del '67 si suicidò nel 1994 su una strada di campagna. Non aveva marmitta e questo gli permetteva di raggiungere la velocità di 75 km/h, in compenso andava in difficoltà su pendenze anche minime. Dopo la sua morte, mi lasciò un segno indelebile nel cuore e varie cicatrici in tutto il corpo, e da allora non sono mai più salito in sella.
Ecco le ragioni del mio timore reverenziale quando monto per la prima volta sul mio Honda Lead 100 per portarlo dalla concessionaria a casa. Fingo di non vedere gli occhi preoccupati del simpatico concessionario (ho rischiato di distruggere il motorino contro un muro nel giro di prova, prima dell'acquisto), infilo il mio casco integrale anni '80 (ultimo ricordo del Ciao), e parto.
Mi rendo subito conto che: la velocità di punta è tra gli 80 e i 90 km/h a seconda del vento; se cerco di mettere la freccia senza guardare i pulsanti premo il clacson per sbaglio almeno una volta su due; siamo a dicembre e fa un freddo cane.
Ho anche qualche problema con le curve, visto che il concetto di piega lo conosco solo dai gran premi in tivù, e per non sbagliare affronto ogni chicane della statale ai 20 all'ora meritandomi molte maledizioni.
Al semaforo di Monselice la prima nota comica: allo stop ci troviamo affiancati io e un tipo col giubbotto nero e una Corsaro 1200 sotto il culo. Lo guardo con aria di sfida e accelero. Lui annuisce col suo Nolan integrale da 2000 euro e sgasa a freddo. Al verde vedremo chi di noi è più uomo.
Scatta il segnale e al tipo scivola la frizione, la Corsaro si impenna a candela e parte ai cento all'ora, i piedi del ragazzo scivolano dalle pedane e il poveretto si aggrappa al manubrio per riportare la bestia sull'asfalto. Per poco non centra una Panda. I miei occhi si riempiono di saggezza mentre parto con tutta calma: ho capito che la prudenza non è mai troppa.
Arrivo finalmente a casa sano e salvo, anche se mia madre all'inizio mi scambia per una confezione di bastoncini Findus con il giaccone. Quello che conta davvero è che ho percorso i miei primi 50 km senza incidenti. Resisto alla tentazione di disegnare il numero 46 sul casco con un uniposca.

Easy Rider

To be continued...

Ps. Per leggere con rapidità anche le puntate precedenti basta cliccare sul Tag "en voyage" che trovate qui sotto.

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On the road

postato da Coniglietto Mannaro alle 4:59 PM di giovedì, dicembre 28, 2006
Nessun mio delirio questa volta. Voglio rendervi partecipi dell'impresa di un amico, un pazzo che si è fatto Padova Roma in scooter ( questo scooter...). Questa è la prima puntata del suo racconto e funge da prologo alla storia, le prossime verranno pubblicate a seconda della solerzia dell'autore, lui mi ha promesso "tempi ragionevoli"...

Padova – Roma solo andata (per il momento).

Antefatto, ovvero come ho deciso di comprare lo scooter che mi avrebbe accompagnato nel viaggio da Padova a Roma, a dicembre, e per fortuna allora non ne avevo idea

Roma è una delle città più belle del mondo, un paradiso da cui non ci si vorrebbe allontanare mai (e forse è per questo che tutti i turisti lanciano una monetina nella fontana di Trevi prima di partire). Non appena ti trasferisci in città per lavoro, invece, quei posti così affascinanti si trasformano sotto i tuoi occhi e diventano un inferno: per spostarsi da una parte all'altra ci vogliono ore, autobus che non passano, metropolitane impazzite, scioperi, traffico e contrattempi di ogni genere.
Per farvi capire che intendo, ecco la mia giornata tipo nella Capitale: ore 7 sveglia, ore 7.10 già fuori di casa, metropolitana, autobus, attese varie. Ore 9 sono in ufficio. Ore 17.15 esco dall'ufficio e poi autobus, metropolitana, attese varie. Arrivo a casa alle 19.30 se mi va bene, e garantisco che quello che entra dalla porta alla fine non assomiglia a un essere umano.
Ovviamente era necessario cambiare qualcosa, e dopo attente riflessioni la decisione si è articolata in due step strettamente correlati: 1) traslocare più vicino al lavoro; 2) comprare uno scooter.
Lo scooter deve essere usato per non mandarmi in rovina, e dev'essere comprato da un concessionario per ragioni fiscali che non sto a spiegare. Alla fine la scelta cade su un Honda Lead 100, del 2004, ottime condizioni e prezzo stracciato, disponibile presso una concessionaria di Padova. Per portarlo da Padova a Roma c'è il servizio Scooter Express di una nota compagnia di trasporti. Le spese per il trasferimento non sono uno scherzo, ma l'affare resta comunque un affare. Mi decido a investire uno stipendio e compro la seconda moto della mia vita. Sempre che un Honda 100 possa essere considerato una seconda moto, e che il mio vecchio Ciao del '67 valga come prima moto.

Il racconto che seguirà contiene mille pericoli e reati più o meno gravi, nonché innumerevoli infrazioni al codice della strada da parte mia o di terzi, e per questo sono costretto a ricorrere a uno pseudonimo. Chiamatemi Easy Rider (e la mia ragazza, che avrà un ruolo di primo piano, la chiamerò Zavorrina che è un soprannome che adora... ).

To be continued ...

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